Dott. Giuseppe Venezia

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Depressione

La depressione è un disturbo dell'umore, caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi quali: umore triste e “abbattuto”, mancanza di interesse e carenza impulsiva, inibizione motoria e psichica e determinati disturbi somatici. Tali sintomi, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in forma lieve o grave il tono dell'umore, compromettendo il "comportamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. 

Come nel contesto dell’ansia, anche nella depressione è possibile distinguere la tristezza-stato d’animo dalla tristezza-malattia; e i modi di essere dell’ansia cambiano profondamente nella misura in cui si abbia a che fare con l’una o con l’altra delle due situazioni psico(pato)logiche.

La depressione non è, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno. Caratteristiche sono: la tristezza invincibile, la mancanza di energia, l'anedonia (incapacità di godere dei normali piaceri) e disturbi vegetativi (problemi di alimentazione, perdita del sonno, oppure ipersonnia, ecc.).

Freud (1917) fu il primo a paragonare e contrapporre le condizioni depressive ("melanconia") alla depressione legata ad una perdita reale oppure ad un evento particolarmente triste. Egli vedeva la differenza più significativa tra i due stati nel fatto che nella normale tristezza legata ad un evento particolare, la persona percepisce il mondo esterno impoverito in qualche aspetto importante a causa della perdita di una persona o di una situazione significativa. Mentre nelle condizioni depressive ciò che si sente perduto o danneggiato è una parte del Sé. La persona avverte una "mancanza" anche quando le situazioni esterne sono positive.